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Cristo alla canna

Il Cristo coronato di spine, con il volto segnato da rivoli di sangue che scendono dalla fronte e una canna legata tra le mani, è la terza statua del gruppo. Ha lo stesso impianto della precedente e pur se il volto ricalca, nei lineamenti, quelli della altre statue a chiara indicazione di come l’autore abbia volutamente realizzato - quei volti - uguali per tutto il gruppo in modo da raggiungere l’effetto visivo di tanti fotogrammi messi uno accanto all’altro a formare un continuum temporale, questa statua non raggiunge - nel complesso - la stessa resa qualitativa delle altre. Dalle spalle infatti, scende il manto damascato il quale, anche se raccolto nelle sue pieghe, non riesce a dare slancio alla figura. In più, si appiattisce sul retro e l’artista, nonostante si sforzi di presentare ­anteriormente al manto - il corpo martoriato del Cristo, non raggiunge la medesima perfezione del precedente. Per questo, la critica propende per una realizzazione fatta in compartecipazione: il volto e l'impianto generale, ad opera di un maestro e la rifinitura ad opera di un allievo.
Volgarmente è indicata come "Cristo alla canna" ed è affidata, in processione, agli affiliati alla Confraternita della Purificazione di Maria Santissima.




- Testo a cura del prof. Nino Del Rosso.
- Foto a cura del dott. Franco Stanzione.


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N.B. - Tutte le foto sono proprietà esclusiva dell' autore dott. Franco Stanzione ed è vietato riprodurle senza il suo consenso e/o omettendo di citarne la fonte.

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